Il Conflitto Arabo-Israeliano: Aggiornato al 2006 – Cronologia (Redatto da me)

Anche se totalmente off-topic, potrà essere sempre utile! Questo documento scritto da me vi proietterà nel Conflitto Arabo-Israeliano. Le informazioni sono state prese da internet e libri, poi rielaborate e stese. Presto aggiornerò il documento sulle ultime vicende del 2008-2009.

E’ impossibile che non ci siano errori :D Vi prego di segnalarmene se ne trovate ;) Se non trovate la lettura agevole potete scaricare il file di Word qui: Conflitto Arabo-Israeliano

1948/1949  -  Prima Guerra Arabo-Israeliana
(Egitto, Siria, Transgiordania, Libano, Iraq)<==>(Israele)
Quando si ritirano le truppe britanniche allo scadere del Mandato, il 15 Maggio 1948, inizia subito uno scontro  armato che vede Egitto, Siria, Transgiordania, Libano, Iraq contrapposti ad Israele. Sono gli Arabi ad attaccare gli Israeliani, poiché non riconoscono la nascita dello Stato di Israele, al contrario della maggior parte delle nazioni appartenenti all’ONU, soprattutto dei maggiori stati quali URSS e USA, che influenzarono molti paesi sulla rispettiva scia.
Gli israeliani si trovano in un primo momento in svantaggio, ma a Giugno le Nazioni Unite propongono una  tregua, che permette ad Israele di organizzarsi. Il 27 Giugno il mediatore dell’ONU Folke Bernadotte propone un accordo, rifiutato da entrambe le parti. Il 17 Settembre viene assassinato da terroristi sionisti.  Nel frattempo il neonato Stato d’Israele blocca l’offensiva della Lega Araba, facendone arretrare le forze. Al termine degli scontri con la sconfitta araba, nel Maggio 1949, gli israeliani sono in possesso della quasi totalità della Palestina, mentre le forze arabe conquistano solo la Striscia di Gaza e la Cisgiordania.
La situazione è quindi capovolta: gli israeliani attaccati riescono ad appropriarsi di tutti i territori stabiliti dalla Gran Bretagna e di vaste aree aggiuntive.
La più grave conseguenza di questa guerra è anche il motivo di tanti scontri armati successivi: circa 700.000 profughi arabi fuggono dai territori di Israele, sia spontaneamente che per volere dei conquistatori, abbandonando le loro terre e le loro proprietà; 17.000 ebrei furono cacciati dalle loro case; 160.000 palestinesi furono accettati come cittadini d’Israele, ma rimasero a lungo sotto la giurisdizione militare. A questi e molti altri sarà in futuro impedito il ritorno nello Stato d’Israele o negli altri luoghi di provenienza, e ciò viola la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Dal punto di vista di Israele, questa è una grande vittoria, tanto che viene chiamata “Guerra d’Indipendenza”.
Il piccolo stato israeliano ha annientato le sette potenze arabe grazie alla disorganizzazione di queste ultime, così da poter attaccare le loro forze distintamente e con maggior probabilità di successo, nonostante lo scarso equipaggiamento e la mancanza di un addestramento approfondito.
L’armistizio che ha assicurato la pace fu una soluzione già preannunciata come temporanea, in quanto continuava a non riconoscere Israele come stato e definiva la “Linea Verde” come “una linea d’armistizio che non deve essere considerata un confine di Stato in senso politico o territoriale”. Nei territori occupati dalla Lega Araba non fu creato uno stato palestinese, mentre Gerusalemme, divisa in due, era in parte interdetta agli ebrei.
1950/1955  -  Periodo di Pace e Contrasti
Nel 1950 venne abolito il Libro Bianco, precedentemente imposto dai Britannici, che limitava il numero di immigrati ebrei nell’area del Mandato. Subito 850.000 ebrei fuggirono dai paesi arabi dove erano discriminati e vittima di aggressioni da parte della popolazione locale. La popolazione dello stato di Israele, quindi, raddoppiò nell’arco di circa tre anni, costringendo la nazione al razionamento di viveri e generi di prima necessità.
Nello stesso anno, la Giordania annetté la Cisgiordania e, unico tra gli stati arabi, concede alla popolazione palestinese la cittadinanza.  Il problema dei profughi fu a lungo discusso con varie trattative, ma nessuna giungeva al compimento, per vari motivi, tra i quali la scarsa capacità di assorbimento degli stati coinvolti o la loro contrarietà a tali propositi.
1952/1956  -  Il Canale di Suez e l’Egitto
Nel 1952 un colpo di stato in Egitto porta al potere i Liberi Ufficiali. Nel 1954 nascono gruppi terroristici egiziani che operano nei confronti di Israele, appoggiati dal governo egiziano.
Nel 1956 l’Egitto da il via ad una reazione a catena, bloccando il Golfo di Aqaba e nazionalizzando il Canale di Suez, impedendone poi l’accesso alle navi israeliane. Francia e Gran Bretagna, prima di queste azioni ad opera di Nasser e del suo regime, controllavano il Canale gestendone gli affari e beneficiando di ovvi vantaggi commerciali. Così strinsero accordi segreti con Israele, che ebbe il compito di attaccare le forze egiziane per riprenderne il possesso.
1956/1957  -  La Guerra per il Canale di Suez (Seconda Guerra Arabo-Israeliana)
(Egitto)<==>(Israele ← Francia, Gran Bretagna)
In seguito agli avvenimenti legati al Canale di Suez, dopo gli accordi stretti con Gran Bretagna e Francia, Israele attacca le forze egiziane e raggiunge il Canale con gruppi di paracadutisti comandati da Ariel Sharon, poi capo del governo israeliano. Sotto pressioni dell’ONU, e con il consenso delle due nazioni alleate, i militari israeliani si ritirarono dal Sinai a patto che le Nazioni Unite instaurasse una forza d’interposizione tra i due paesi, nel 1957.
Un fatto davvero raccapricciante caratterizzò questa guerra. Israele, infatti, estese il coprifuoco nei villaggi arabi del confine giordano; i cittadini palestinesi erano in quei tempi sotto la legge militare. In uno di questi, Kafr Qasim, la polizia di frontiera, comandata da Malinki, a sua volta sotto Shadmi, sparò a dei contadini palestinesi che ritornavano dai campi. Essi non erano stati informati del coprifuoco, e caddero in 48. Grazie alle proteste del Partito Comunista Israeliano, fu intrapreso un processo. I condannati per omicidio furono 8. Malinki e il comandante del plotone che sparò furono condannati a circa 15 anni di carcere, mentre Shadmi al pagamento di una monetina per aver esteso il coprifuoco senza permesso. Tutti i condannati al carcere uscirono l’anno dopo, mentre Malinki e Shadmi furono promossi.
1958/1967  -  Crescita Demografica in Israele e Fondazione dell’OLP
Negli anni successivi alla Seconda Guerra Arabo-Israeliana, la popolazione israeliana crebbe a ritmi esponenziali, soprattutto a causa dell’immigrazione ebrea che, nonostante sia vietata dal 1959 per i cittadini dell’URSS, è concessa dal 1962 per quelli del Marocco, permettendo a circa 80.000 persone di raggiungere Israele.
Nel 1964 viene fondata l’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) con il consenso degli stati arabi. Nello statuto è proclamata la necessità di distruggere lo Stato d’Israele, come obbiettivo primario. Nel 1967 le truppe ONU si ritirano dai confini Egiziani, per volere di Nasser. Nello stesso momento viene proclamata l’intenzione del totale annientamento d’Israele.
1967  –  Guerra dei Sei Giorni (Terza Guerra Arabo-Israeliana)
(Egitto, Giordania, Siria)<==>(Israele)
Il 5 Giugno del 1967 si avvia la Guerra dei Sei Giorni: le forze israeliane guidate dal Ministro della Difesa Dayan e dal Generale Rabin iniziarono le ostilità attaccando Egitto, Giordania e Siria distruggendo le relative forze aeree mentre si trovavano a terra. Israele offre alla Giordania di restare fuori dal conflitto ma i cannoneggiamenti su Gerusalemme sono una risposta esplicita.
In questi sei giorni vengono occupati il Sinai, le alture del Golan, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza; Gerusalemme viene riunificata e le autorità israeliane dichiararono che i territori della Cisgiordania sarebbero stati occupati sino a quando i Paesi Arabi  avrebbero continuato a progettare la distruzione del loro stato.
La Lega Araba esprime allora tre no: “No al riconoscimento di Israele, No al negoziato con Israele, No alla pace con Israele”.
Grazie a questa Terza Guerra Arabo-Israeliana, Israele attirò l’attenzione degli Stati Uniti, che avevano e possiedono tuttora un forte interesse economico legato alle regioni del Vicino e Medio Oriente. Vedendo in questo stato una forza occidentale in territorio orientale, e quindi un valido alleato con i pericoli del nazionalismo arabo, sostiene la sua causa con fondi, armi e forniture tecnologiche avanzate.
Il 22 Novembre 1967 l’ONU emana la risoluzione 242 per assicurare la pace nei Territori Occupati, stabilendo il ritorno ai confini antecedenti la Guerra del 1967. Israele però annette Gerusalemme Est, non curandosi degli accordi, proclamando la città unificata come sua nuova capitale.
1968/1972  -  Attentati Terroristici, il Settembre Nero
Nel 1968 iniziano attentati terroristici palestinesi al di fuori di Israele. Dopo il dirottamento di 4 aerei nel settembre 1970, il re di Giordania scatenò una repressione contro le organizzazioni terroristiche palestinesi. Una parte di esse si diede il nome di Settembre Nero. Nel 1972 un gruppo appartenente a questa corrente sterminò la squadra israeliana partecipante alle Olimpiadi di Monaco.
1973  -  Guerra dello Yom Kippur (Quarta Guerra Arabo-Israeliana)
(Siria, Egitto; Appoggio Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Libia, Marocco, Algeria, Giordania)<==>(Israele)
Il 6 Ottobre del 1973, giorno della cerimonia più sacra secondo il calendario ebraico, lo Yom Kippur, Siria ed Egitto con l’appoggio di molti Stati Arabi attaccano i confini israeliani cogliendo di sorpresa l’esercito e la popolazione.
Dopo una resistenza di 8 giorni, si organizza un contrattacco che supera le linee egiziane e accerchia la III Armata egizia. L’11 Novembre l’esercito israeliano è già molto vicino al Cairo e a Damasco, così la Lega Araba accetta di cessare il fuoco. Nel 1974, grazie alla mediazione degli Stati Uniti, Israele restituisce a Egitto e Siria i territori occupati durante la guerra.
1974/1976  -  Attentati, Decisioni dell’ONU
Nel 14 Ottobre 1974 l’ONU attribuisce all’OLP lo status di rappresentare il popolo palestinese. L’OLP ribadisce la sua volontà di cancellare Israele e lo stato ebraico rifiuta di trattare con l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e il suo leader Yasser Arafat. Il 22 l’ONU riconosce ai Palestinesi il diritto di far valere la sovranità sulla Palestina “con ogni mezzo”. Il 10 Dicembre 1975 la risoluzione 3379 equipara il sionismo al razzismo. Questa decisione verrà cancellata nel 1991.
Nel frattempo gli stati produttori di petrolio dichiarano l’embargo verso i paesi che favoriranno eccessivamente Israele, il che genera una crisi economica dovuta alla spropositata crescita dei prezzi. Il 30 Marzo 1976 le forze di polizia israeliane uccidono 6 cittadini  arabi che manifestano contro la distruzione delle case e l’esproprio dei terreni. Sempre nel 1976, viene dirottato un aereo francese. I servizi segreti israeliani compiono un’incursione non concordata e liberano tutti gli ostaggi.
1977/1988  –  Pace con l’Egitto, Instabilità in Libano
Nel Novembre del 1977, il Presidente egiziano visita Gerusalemme su invito del Primo Ministro israeliano Begin. Finalmente iniziarono reali politiche di pace. Sadat riconobbe Israele come stato e iniziarono i negoziati tra lo stato ebraico e l’Egitto. Nel 1978 il Presidente USA Jimmy Carter invitò Sadat e Begin per un incontro a Camp David. La pace fu firmata inl 26 Marzo del 1979 tra i due sempre nello stesso luogo e in base agli accordi presi il Sinai fu restituito alla nazione egizia nel 1982.
In Libano in questi anni è in corso una lunga e dura guerra civile. Le t ruppe siriano lo invadono nel 1976 per mettervi fine. Qui erano presenti le cellule terroristiche palestinesi cacciate dalla Giordania e nel 1981 l’OLP attaccò alcune postazioni nel nord di Israele. Subito dopo si scontrarono con forze libanesi. Israele invase nel 1982 il Libano, occupandone la parte meridionale, per poi ritirarsi su una fascia di sicurezza lasciata in mano ad un “Esercito del Sud-Libano”, in opera sino al 2000.
In quel frangente avvennero stragi tra i palestinesi abitanti dei campi profughi da parte dell’Esercito del Sud Libano; dopo un’inchiesta vennero inchiodati numerosi elementi dello Stato Maggiore, causando anche le dimissioni di Ariel Sharon, allora Ministro della Guerra (ma più avanti eletto primo ministro).
1988/1999  -  Prima Intifada, Accordi di Pace, Rivoluzioni Politiche
Nel 1988 il re di Giordania rinuncia al controllo sulla Cisgiordania, e nello stesso anno il movimento terrorista Hamas dichiara il Jihad contro Israele, iniziando la Prima Intifada. Questa serie di rivolte è caratterizzata da attentati, proteste, scioperi e manifestazioni. Nel 1993 Arafat, a nome del popolo palestinese, riconosce lo Stato di Israele e accetta il metodo dei negoziati, rifiutando la violenza e modifica lo Statuto dell’OLP. Rabin, a nome di Israele, riconosce l’OLP come rappresentante del popolo palestinese.
Arafat e Rabin firmarono alla Casa Bianca, davanti al Presidente Clinton, cercando di risolvere gradualmente il conflitto. Purtroppo Israele non mantiene fede alla promessa di collegare la Striscia di Gaza alla Cisgiordania, danneggiando l’economia palestinese. Nel 1993 è imposta una chiusura generale ai Territori Occupati. Nel 1994 la Lega Araba pone fine all’embargo contro Israele e chi fa affari con essa.
Nel 1995 si firma la seconda parte degli Accordi di Oslo, con la nascita dell’Autorità Nazionale Palestinese e della Polizia Palestinese.  Dopo poco più di un mese viene assassinato Rabin da un estremista sionista. Diventa Primo Ministro Shimon Peres nello stesso anno. La popolazione palestinese, nel 1997, passa nelle mani della ANP, ma gli israeliani continuano a insediare colonie nei Territori Occupati. Nel 1999 viene eletto Primo Ministro israeliano Ehud Barak e nuovo impulso viene dato al processo di pace con Palestina e Siria. Nel maggio del 2000 le forze israeliane si ritirano dal Libano.
2000/2006  -  Seconda Intifada, Passi Indietro
Sempre nel 2000, con la mediazione di Bill Clinton, Barak ed Arafat si incontrano in Luglio per far avanzare le trattative, ma il leader palestinese rifiuta per l’impossibilità di accordarsi sul territorio della Palestina, su Gerusalemme e sui profughi palestinesi. Un grande problema è anche la ridistribuzione dell’acqua, poiché ad ora Israele detiene la totalità delle risorse della Cisgiordania.  Agli israeliani vanno 350 litri al giorno, ai coloni quantità anche superiori, e ai palestinesi 80 litri.
A settembre Ariel Sharon, in quel momento all’opposizione, compie una “passeggiata pubblica” alla spianata delle moschee di Gerusalemme, scortato da un migliaio di militari. Durante questa passeggiata proclama che Gerusalemme Est avrebbe fatto eternamente parte di Israele, e viene vista come una provocazione dai palestinesi, che protestano. Queste furono represse con la violenza, con numerosi morti e feriti tra i palestinesi, anche se manifestavano pacificamente. Inizia la Seconda Intifada.
Il Primo Ministro Barak si dimette e le elezioni portano Ariel Sharon al potere. Nel 2001 Israele distrugge il Porto di Gaza e blocca l’aeroporto della Striscia di Gaza, entrambi costruiti grazie alla cooperazione internazionale. Gli attentati non si arrestano, e si ha l’impressione che nessuno possa controllare i vari gruppi terroristici. Così Sharon dichiara che non sosterrà più alcuna trattativa con Arafat.
Nel periodo che va dal 2000 al 2004 Israele distrugge 3.000 case nei Territori Occupati, lasciando molti palestinesi senzatetto. Nel 2004 scompare il presidente palestinese, e al suo posto viene eletto Mahmud Abbas, meglio conosciuto come Abu Mazen. Israele costruisce un muro di separazione che viola i diritti umani e peggiora ulteriormente le condizioni di vita dei luoghi che attraversa. Durante la costruzione di questa barriera gli israeliani hanno attraversato le terre dei palestinesi, e adesso servono permessi anche per continuare a vivere nelle proprie case.
Nel 2005 vengono abbandonate alcune colonie in Cisgiordania e tutte quelle nella Striscia di Gaza, ma il controllo esercitato su questi luoghi è ancora molto forte. Le colonie sono tutte illegali.

2006  -  Guerra con il Libano
Dopo che Hezbollah lanciò missili su Israele e organizzò attentati contro il suo esercito, il 12 Luglio 2006 lo Stato israeliano attaccò il Libano per annientare quest’organizzazione. Si intensificarono i lanci di missili, e gli israeliani bombardarono città ritenute sotto il controllo degli Hezbollah, quindi iniziarono ad occupare territorio libanese.
Il 14 Agosto 2006 il conflitto fu fermato da una risoluzione dell’ONU. Vi furono 1.100 vittime libanesi e 154 israeliane. Più tardi è stata avviata una missione di pacificazione ONU per garantire sicurezza al confine.

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